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giovedì 5 luglio 2007

VIPERETTE DEL PASSATO

Mi spiace davvero darvi questa delusione ma a quanto pare non siamo le uniche Viperette esistenti nella storia. Nonostante ci abbiano da sempre fatto studiare il passato sottolineando ruoli e imprese di una schiera di uomini e facendoci credere che le donne fossero esserini senza personalità nascosti in cucina, sono sicura che le donne, viperette per indole, da sempre si sono date il loro bel da fare. E' di una di queste Viperette del passato che vi voglio parlare, naturalmente se vi rompo con i miei post mi dispiace molto per voi perchè dovrete sopportarmi.
La Viperetta in questione è Margaret Collier, la quale nata in una ricca famiglia inglese (da padre alto magistrato e madre gran dama molto acculturata) nel 1873 a 27 anni venne in Italia dove conobbe Arturo Galletti, ufficiale italiano, la cui famiglia stava andando in malora, e si innamorò perdutamente e appassionatamente di lui. Il 19 aprile 1873 si sposarono e la povera Margaret passò dai salotti culturali dell'Inghilterra (paese allora più industrializzato del mondo) ad una cappellania di Torre San Patrizio da cui lo sposo proveniva, come si suol dire "dalle stelle alle stalle". A quel punto a Margaret si sciolse proprio la lingua Viperetta e cominciò a scrivere un diario (pubblicato in seguito) in cui parlava e sparlava della grettissima gente del posto e sapete qual è il problema??? Qualcuna delle caratteristiche di cui parla la ritroviamo ancora oggi. Cito qualche esempio direttamente da "La nostra casa sull'Adriatico":


"Quando feci visita alla famiglia principale del paese, le figlie mi rigirarono in ogni senso e mi ispezionarono dalla testa ai piedi. Mi chiesero il prezzo di tutto ciò che avevo addosso e mi interrogarono su ogni dettaglio della mia vita (...) La madre delle signorine si scusò blandamente per le loro maniere, facendo notare che erano giovani e vedevano poca gente. Poi annusò una presa di tabacco e sedendosi nell'angolo della finestra, riprese il suo studio del comportamento dei vicini, studio che formava l'occupazione della sua vita."


Vi è mai capitato di essere studiate da capo a piedi, la mia vicina di casa mi fa le lastre tute le mattine e una volta l'ho pizzicata che usciva e rientrava da una porta per vedere con chi stavo. In 150 anni cosa è cambiato? Ma andiamo avanti nella lettura e scopriamo qualche usanza:
"Per lavarsi c'era una piccola catinella col suo brocchetto sul porta-catino in ferro, e un asciugamano che è quasi tutto frangia. Chiedere di fare un bagno è creare gravi preoccupazioni per la propria salute" Quindi pure zuzzi.
"Rimpinzarsi: non c'è altra parola che meglio descriva il modo di mangiare e ho sentito di una signora che divorava ogni giorno un tacchino intero e di un conte che, vivendo da solo, consumava ogni giorno a pranzo due polli, uno arrosto e l'altro bollito" e pensate un po' cosa avrebbe potuto dire se fosse venuta un giorno a pranzo con le Viperette???
"Una volta incontrai un contadino di mia conoscenza che piangeva lungo la strada. "Ho avuto una grave perdita signora" disse singhiozzando. Ricordando che poco prima una sua figlia era morta per una febbre cominciai a fare le mie condoglianze. "Macchè la frica, era una vacca!" esclamò con impazienza come se io dovessi capire che la perdita era assai più grave."
In questo siamo migliorati, in compenso però il resto del mondo ha sviluppato una particolare sensibilità verso gli animali, non sempre condividibile.
E per finire "Nessuno è mai chiamato per nome. Una famigia è soprannominata "Gobbo", un'altra "Zoppo", una terza "Matto"; non si capisce bene perchè visto che le caratteristiche indicate dal soprannome non sono osservabili in nessuno dei loro componenti"
Vi dice niente?? E potrei continuare per tutto il blog a riportare le sviperate della cara Margaret, ma tranquille ve lo risparmio. Se volete altri esempi vi basta chiedere.