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martedì 29 aprile 2008

DOMENICA MILANESE DI UNA VIPERETTA MAI SCAPPATA DE CASA

Eh sì Viperette!! Ho ceduto... dopo mesi di impegni improrogabili, pranzi saltati e corse infinite ho mollato!! Quando il mio boy mi ha detto "Andiamo a vedere l'Inter domenica così mandiamo a quel paese tutto e tutti!" ho riflettuto 10 minuti e mi sono passate per la testa 2 o 3 cose importanti alle quali avrei dovuto rinunciare ma.... mica casca il mondo cavolo se una volta tanto ci si dimentiica dei doveri...... Poi che importa se nella giornata di sabato ho dovuto recuperare la domenica di piacere, ne è valsa la pena!!

Ho preso una bella boccata d'aria e poi ogni volta che passo un po' di tempo in una città più grande o importante ho come la sensazione di entrare in contatto con un mondo più ampio, più aperto e la nostra provincia (che nonostante tutto amo appassionatamente) mi sembra così stretta. E soprattutto la sensazione che prevale è quella di sentirmi come un povero pesciolino fuor d'acqua e mi rammarico di non essere mai "scappata" de casa. Per le strade di Milano mi guardavo in giro come fossi su Marte , abbiamo parcheggiato in zona rimozione e quando all'albergatrice abbiamo detto se dovevamo spostare la macchina lei ci ha riso in faccia e io, non contenta, insistevo "Ma c'è il cartello!" e lei superiore ha sollevato le spalle come per dire "ma da dove vieni bella??" e poi .... udite udite.... per la prima volta in vita mia ho messo piede su una metropolitana e lì sono stata proprio brava, si si. Pensate che sono riuscita a fare il biglietto dal distributore automatico e anche acapire come funzionavano le linee (anche Franci mi ha dato un aiutino) ma il top è stato quando uscendo dal sottopasso della metro mi sono ritrovata con mia grande sorpresa sotto al Duomo e non ho potuto trattenermi dall'esclamare un imbarazzante OOOOHHHHH... ma che è colpa mia se mi piazzano la metro sotto il Duomo!!!
Dopodichè i negozi ... fantastici! La piazza colma di gente di mille razze provenienze lingue e ti senti davvero come se fossi cittadino del mondo. Per non parlare poi di San Siro. Io sono una juventina e ho il cuore biancorosso ma lì ragazzi si respira tutta un'altra atmosfera, l'adrenalina vola nell'aria e ti prende, ti coinvolge, ti senti parte dell'evento. E lo stadio è lì gigante che ti accoglie, ti abbraccia e si sta talmente stretti che i vicini diventano amici per forza e commenti la partita (così stranamente muta per chi è abituato a vederla su sky) con loro e capisci rapporti e tipi di parentela. Si arriva così allo stato di quasi ecstacy quando all'inizio risuona dai microfoni e riempie lo stadio l'immancabile "Amala, pazza Inter amala" che il mio intonatissimo fidanzato ha cantato a squarcia gola dall'inizio alla fine e anche se non sapeva proprio tutte le parole c'era il maxischermo a ricordargliele tutte tutte tutte.

Per fortuna ho scpato il pericolo di dover anche festeggiare lo scudetto dell'Inter, sarebbe stato veramente troppo per me, non avrei potuto farcela.
E così anche la Viperetta Alina, mai scappata de casa, è andata a Milano ed è tornata rigenerata (avranno contribuito anche le ore di sonno in macchina sia all'andata che al ritorno?).
Grazie Franci!!!






lunedì 23 aprile 2007

TI PIACE VINCERE FACILE?




Il 15° scudetto dell'Inter....finalmente la squadra neroazzurra rompe il decennale digiuno e si porta a casa il titolo nazionale... Esplode il popolo nero-azzurro.... Mi fanno tanto pensare alla pubblicità del Totogol, o qualcosa del genere, quando una schiera scatenata di giocatori invede letteralmente il campo avversario popolato da qualche sfigato e una voce domanda retoricamente "Ti piace vincere facile?".


E Capitan Zanetti si domanda quanti scudetti avrebbe vinto nella sua carriera se il calcio fosse stato pulito. Ultimo segnale di un'ipocrisia illimitata nell' universo calcistico. Ragazzi, l'intero sistema è inquinato, irrecuperabile e li voglio vedere io tutti questi fenomeni che hanno vinto sempre sportivamente, esulando dalla porcherie calcistiche. Ho dei seri dubbi che un qualsiasi scudetto, chi lo vince lo vince, possa essere pulito...

Dalla GAZZETTA DELLO SPORT
"MILANO, 22 aprile 2007 - L'Inter è campione d'Italia. Per la quindicesima volta nella sua storia. Uno scudetto conquistato con cinque giornate di anticipo, con una sola sconfitta. Lo scudetto dei record. Come e più di quello del 1988-89, l'ultimo tricolore conquistato sul campo. Prima di quello dell'anno scorso, arrivato a tavolino. Un dominio assoluto. Il cielo è nerazzurro.
È lo scudetto di Massimo Moratti. Presidente, magnate, papà nerazzurro. Ma soprattutto tifoso. Ha speso tanto, dal 1995. Soldi, emozioni. Tutto per arrivare alle 16.45 di stasera, al triplice fischio finale di Siena-Inter. Per godersi un trionfo strameritato. Perchè chi ha sofferto tanto sa gustare più profondamente la vittoria. Per guardare tutti dall'alto. Per vedere San Siro vestito di nerazzurro. Per continuare la tradizione familiare di successi.
È lo scudetto di Roberto Mancini. Un passato da grande giocatore. Un presente da grande allenatore. Invidiato. Discusso. Ma capace di vincere, anzi di stravincere, e di farlo con il gioco sempre come filo conduttore. Forte nel gestire un gruppo di tanti campioni, ma capace di tendere la mano a chi ha sbagliato (vero Adriano?) senza anteporre l'orgoglio al buon senso. Forte delle proprie idee. Capace di parlare senza dover per forza usare il "politichese".
È lo scudetto dei giocatori. Perchè in campo ci vanno loro. E quindi merito alla vecchia guardia, a Zanetti, a Materazzi, che in campo ci hanno messo l'esempio, e fuori la faccia. E non da oggi. Merito ai nuovi acquisti, decisivi per compiere il salto di qualità. Alle sorprese come Maicon, alle conferme come Vieira, e al campione consacrato in nerazzurro. Indovinato: parliamo di Ibrahimovic. Talento cristallino diventato continuo, genio che ha saputo ridurre la sregolatezza, attaccante illuminato diventato spietato goleador.
È lo scudetto dei tifosi. Innamorati. A prescindere. Nelle gioie e nei (passati) dolori. Si sono cementati nelle delusioni, sfogati in pomeriggi e serate amare. È l'ora del riscatto. Della liberazione. Dell'orgoglio. Della gioia sfrenata. Perchè è scudetto. Perchè per loro nerazzurro è sempre stato sinonimo di bello. Ma da stasera lo è ancora di più. C'è più gusto ad essere interisti."
Riccardo Pratesi